L’acqua, per raffreddare o umidificare, viene fatta cadere a
pioggia e/o spruzzata nel depuratore dell’aria. Qui evapora e deposita
i sali in essa contenuti. La perdita da evaporazione viene compensata
con rimbocco continuo di acqua fresca. Dato che anche l’acqua fresca
contiene sali, la concentrazione del sale nell’impianto aumenta
continuamente. Si parla allora di addensamento (concentrazione).
Per evitarlo, la norma VDI 3803 consiglia limiti massimi di
concentrazione per i sali più importanti. Se si superano questi limiti,
le conseguenze possono essere corrosione (p. es. solfato e cloruro) o
depositi ostinati che riducono il rendimento (durezza temporanea).
Le alte temperature dell’acqua e l’apporto continuo di ossigeno
favoriscono maggiori probabilità di corrosione. Nei depuratori
dell’aria si ha inoltre il pericolo di essudazione a gocce per via delle elevate percentuali di sale.
Dalla proporzione fra valore limite di cui alla norma VDI 3803 e le
concentrazioni delle sostanze contenute nell’acqua non trattata, si
possono calcolare cifre che stabiliscono i limiti di addensamento
(concentrazione) permessi. Se si superano i valori di addensamento
(concentrazione) massimi consentiti, una parte del sale deve essere
eliminata dal circuito. Ciò si può fare con un sistema automatico JUDO
per la riduzione del sale che, in caso di superamento del valore limite
di conduttività prima impostato, apre una elettrovalvola e scarica nel
canale una piccola parte del contenuto del sistema con i sali.
Dalla quantità di sale da eliminare più la quantità di acqua evaporata
risulta la quantità da rimboccare. Cifre di addensamento
(concentrazione) considerate economiche sono a partire da almeno 3.5-4
x. Ciò corrisponde ad una concentrazione di sale 3,5-4 volte superiore
nel circuito rispetto all’acqua di rimbocco.
Questa si può trattare con impianti di trattamento acqua, in modo che
si possano ottenere cifre di addensamento più elevate possibile e solo
minime perdite dovute alla riduzione del sale.
Pollini o altri inquinamenti penetrati dall’esterno nel sistema del circuito provocano l’infangamento. In questo caso è consigliabile montare impianti filtranti JUDO. Germinazione, formazione di alghe (torre di raffreddamento) e formazione di mucillagine,
che vengono favorite dalle elevate temperature e dalla concentrazione
di sostanze nutritive nel circuito, come anche per effetto della luce
(torre di raffreddamento), possono essere combattute con le sostanze
attive JUDO. Negli umidificatori a spray e nei depuratori dell’aria si
utilizzano preferibilmente impianti di sterilizzazione JUDO a UV.
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